CORSO INTENSIVO DI RICERCA E SPERIMENTAZIONE DELLE PRATICHE DI DRAMMATURGIA DELLO SPAZIO

Il CeSDAS propone un primo percorso intensivo di ricerca e sperimentazione rivolto sia ai giovani che vogliono avvicinarsi alle pratiche della drammaturgia applicata allo spazio, sia ad artisti e professionisti che abbiano già maturato esperienze e vogliano sperimentare nuove modalità artistico-spettacolari.

Il corso intensivo abbraccia tutti gli ambiti della performatività, dal teatro in senso stretto alla Live Art, alla installazione ambientale, per esplorare il potenziale drammaturgico dello spazio e sperimentare il narrative environment e le costruzioni performative e installative site-specific.

Articolato in quattro weekend di formazione in presenza, il corso intensivo prevede 96 ore di pratiche laboratoriali pensate per coinvolgere gli studenti in percorsi di ricerca e sperimentazione secondo le metodologie accademiche di practice-as-research e di peer-learning di stampo anglosassone.

Il corso ha un approccio pragmatico e fortemente transdisciplinare per sperimentare metodologie diverse, capaci di sollecitare le potenzialità individuali e ampliare le capacità creative degli studenti.

Alle lezioni frontali in teoria, storia e tecnica si affiancano workshop dinamici e progetti individuali o di gruppo frutto di specifici assignments dei docenti. Il contatto di produzione con i professionisti coinvolti, tutti protagonisti del panorama accademico internazionale, ha l’obiettivo di sollecitare un confronto  funzionale all’apprendimento e il curriculum development.

Al termine del Corso sarà rilasciato un attestato di frequenza.

Programma

PRIMO WEEKEND (25, 26, 27 novembre)

SIMONE VALSECCHI IN “all-READY-MADE”

Nel workshop ideato da Simone Valsecchi l’oggetto-costume è in dialogo con lo spazio che lo circonda, con la pertinenza drammaturgica e con il corpo che lo indossa. In un processo creativo e sostenibile, gli studenti sono sollecitati a sperimentare nuovi significati di costumi (o parti di essi) già esistenti, per attivare un processo di ricodificazione del materiale allo scopo di adattarlo a contesti espressivo-performativi nuovi e di creare significanti e significati inediti.

Andrea Cusumano, laboratorio di Scenografia e Drammaturgia dello Spazio, Palermo | Agrigento, 2022
Andrea Cusumano, laboratorio di Scenografia e Drammaturgia dello Spazio, Palermo | Agrigento, 2022

Simone Valsecchi è un ricercatore e artista visivo. Lavora nel mondo della moda con Gianfranco Ferrè, Jean Paul Gaultier, Reporter e Convivio. È stylist, art director e visual coordinator. Come costumista ha collaborato con i registi Luca Ronconi e Peter Greenaway per numerose produzioni e film indipendenti del Piccolo Teatro di Milano ed è stato costume designer per il Gran Teatro La Fenice. I suoi lavori sono presenti nei libri di storia del costume, in monografie e cataloghi di mostre.

SECONDO WEEKEND (2, 3, 4 dicembre)

WOJTEK ZIEMILSKI E BRYCE LEASE IN “OBJECTS AND SPACES OF UNREST”

Con Wojtek Ziemilski e Bryce Lease gli studenti esplorano l’approccio di Kantor per la ricerca della tensione tra oggetti e spazio e sperimentano le possibilità di curare spazialmente il disagio. Sulla scorta dalle performance scaturite dal progetto Staging difficult pasts, gli studenti identificano luoghi e oggetti di disagio e sviluppano micro interventi artistici utilizzando la sfera pubblica. L’obiettivo è di creare performance per mettere in mostra i punti di tensione o disagio nello spazio pubblico e incanalarne l’energia ambigua.

Wojtek Ziemilski, We walked just this way, Kraków 2019
Wojtek Ziemilski, We walked just this way, Kraków 2019

Wojtek Ziemilski è regista teatrale e artista visivo. Le sue esibizioni sono state presentate in oltre 20 Paesi in occasione di eventi come la Ruhrtriennale, la Quadriennale di Praga, il Festival della Divina Commedia e hanno vinto premi (primo premio allo Zürcher Theater Spektakel e primo premio al Fast Forward Festival di Dresda). Ziemilski estende l’idea della performance documentaria, con un lavoro che è spesso un’indagine sullo spettatore e sulla possibilità di azione. Utilizzando strumenti come l’ideazione, la composizione in tempo reale, ma anche riferimenti dal mondo delle arti visive e dei vari media, costruisce universi che combinano l’esperienza estetica con l’indagine intellettuale.

Bryce Lease è Professore di Theatre & Performance Studies e Head of Knowledge Exchange presso la Royal Central School of Speech and Drama, University of London e Co-editore di Contemporary Theatre Review. Dal 2018 al 2021 è stato Responsabile del progetto “Staging Difficult Pasts: Of Narratives, Objects and Public Memory” finanziato dall’Arts and Humanities Research Council e realizzato in collaborazione con Maria Delgado, Michal Kobialka e Cecilia Sosa per esaminare come teatri e musei possano plasmare la memoria pubblica di un passato controverso attraverso la messa in scena di narrazioni e oggetti.

TERZO WEEKEND (9, 10, 11 dicembre)

DAVID SHEARING IN “DESIGN ECOLOGIES. PEOPLE / FOOD / PLACE / DESIGN”

David Shearing accompagna gli studenti in un percorso di approfondimento sulla materialità, sul mondo naturale e sull’intervento guidato dal design. Una riflessione condivisa e collettiva sulla scenografia e sulle pratiche ecologiche come metodo per la co-creazione, sulle architetture del coinvolgimento e sulla democratizzazione dello spazio. Fuori e dentro lo spazio teatrale, studenti e docente creano interventi per esplorare le ecologie alimentari e le forme naturali.

David Shearing, This story is true for most of us… 2022, foto di Mark Stepple
David Shearing, This story is true for most of us… 2022, foto di Mark Stepple

David Shearing è un artista pluripremiato e Docente di Performance presso la Royal Central School of Speech and Drama della University of London. Nella sua pratica, crea ambienti e spazi multimediali immersivi. È interessato a come il pubblico interagisce sia fisicamente che concettualmente con il design e l’arte dell’installazione. Esplora il coinvolgimento del pubblico e la creazione di luoghi creando installazioni artistiche e performative intime e talvolta spettacolari utilizzando video, suoni e materiali naturali. È fondatore dello studio di design Variable Matter e ha un dottorato di ricerca in “Audience Immersion and the Experience of Scenography” (Università di Leeds).

QUARTO WEEKEND (16, 17, 18 dicembre)

DAVID HARRADINE AND SAMANTHA BUTLER IN “THE SPACES IN-BETWEEN: PERFORMING ATTENTION, PERFORMING CARE”

A partire dalle esperienze della compagnia Federed Sleep, un workshop dedicato alle performance di attenzione e cura: David Harradine e Samanthe Butler accompagnano gli studenti in un percorso di creazione di significato attraverso la prossemica, il colore, la luce, il tempo. Il movimento e l’improvvisazione del testo (non è necessaria alcuna esperienza precedente) sono utilizzati per esplorare le dinamiche dello spazio interpersonale. Un lavoro di ricerca in luoghi chiusi e all’aperto, per capire in che modo le pratiche quotidiane come camminare e conversare possono essere reinventate e riformulate come arte.

We Are Not Finished by Fevered Sleep
We Are Not Finished by Fevered Sleep

David Harradine (Professore di Interdisciplinary Practice alla Royal Central School of Speech and Drama, University of London) e Samantha Butler sono co-fondatori e co-direttori artistici della compagnia inglese Fevered Sleep. Insieme dal 1996, realizzano teatro, danza, film, installazioni, progetti basati su stampa e arte digitale. I loro progetti sono partecipativi, research-led e collaborativi, pensati per teatri, gallerie, cinema e tournée, così come negozi, parchi, case, telefoni e online. Nella loro ricerca attuale, l’arte che attraversa i confini delle specie ed esplora il più che umano.